Hack Developers Italia 2017. La competizione informatica per riavviare la PA italiana

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Otto i team premiati al Tempio di Adriano a Roma il 21 novembre 2017 per Hack Developers Italia, la competizione informatica che ha coinvolto, il 7 e l’8 ottobre scorso, più di 800 sviluppatori suddivisi in 122 team e 80 community

Hack Developers Italia 2017 – realizzato in collaborazione con Codemotion, Cisco, DXC, IBM, Intesa Sanpaolo, Microsoft, Oracle, Red Hat e Tim – è il primo code sprint (“maratona di codice”) italiano dedicato alla Pubblica Amministrazione. Una competizione informatica di squadra che ha riunito per 48 ore, in tutta Italia, centinaia di sviluppatori software, ingegneri informatici, esperti di sicurezza informatica e studenti universitari per rispondere alle necessità che il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana sta chiedendo di affrontare: riavviare il sistema operativo del Paese.
Lo scopo è dare modo a una comunità di sviluppatori di lavorare sul codice open source della Pubblica amministrazione ed integrarlo con altri servizi, per renderlo utile a quante più persone possibili.
Una maratona che ha coinvolto 24 città italiane e un team italiano che lavorava a San Francisco, con una provenienza degli sviluppatori eterogenea: 38,36% dal Nord, 25,8% dal Centro e 35,84% da Sud e Isole.

I premi Hack Developers Italia 2017

Due le sezioni dei premi hackathon: Fast Rabbit e Wise Turtle.

Primo classificato per Fast Rabbit il team ‘Stacks out for Haramble’, che ha concentrato gli sforzi sullo sviluppo di una App mobile nativa per accedere al servizio 18app, ad oggi fruibile solo via web.

Per Wise Turtle il team vincitore ha invece creato un progetto legato allo sviluppo di una libreria per leggere e visualizzare il codice di una carta d’identità elettronica con la scheda Arduino e consentire a chiunque di sviluppare prodotti e servizi che si basino sull’identificazione personale.

Citiamo anche gli altri classificati, per esempio il team ‘TPCWare’, che ha sviluppato un plugin – software accessorio che aggiunge funzioni ai programmi e che consente agli sviluppatori di applicazioni web e chatbot (software progettato per simulare una conversazione intelligente con esseri umani tramite l’uso della voce o del testo); una facile integrazione del login con il Sistema Pubblico di Identità Digitale SPID (sistema che permette a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale a tutti i servizi online di pubbliche amministrazioni e imprese aderenti).

E ancora: ‘I 3 ignoti’ di Roma, che hanno creato un prototipo di applicazione per visualizzare i Data&Analytics Framework usando una libreria grafica in D3.

I commenti

Chiara Russo, Ceo e Co-founder di Codemotion, società che ha organizzato l’hackaton, ha dichiarato che gli sviluppatori hanno un ruolo da protagonisti nella digitalizzazione del Paese: “chi crea il software è in questi anni un protagonista, ha il potere e la responsabilità di guidare l’innovazione”.
“Uno dei risultati più importanti” ha spiegato il responsabile delle relazioni con gli sviluppatori del team per la Trasformazione Digitale Giovanni Bajo “sta nel numero di pull request, pezzi di software che possono essere utilizzati subito e possono aiutare i progetti in open source. Per Fast Rabbit, le pull request sono 91, pezzi di codici pronti all’uso che danno senso e concretezza su ciò che viene fatto. Hack Developers rappresenta l’occasione per mettere in connessione le piattaforme digitali con gli sviluppatori, mettendo il proprio contributo al servizio della digitalizzazione della PA e per dare concretezza alle linee guida definite dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019 [documento di indirizzo economico destinato alla PA che accompagna la trasformazione digitale del Paese, ndr]”.

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Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti Flavia Marzano, assessora Roma Semplice di Roma Capitale, e Diego Piacentini, Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. I due si sono confrontati sullo stato della digitalizzazione della PA in Italia. Secondo Marzano “è importante individuare nelle amministrazioni una comunità interna di innovatori che possa fungere da ponte per diffondere l’innovazione considerato che l’età media al Comune di Roma è troppo alta per innovare. Le figure ponte sono fondamentali, ma la difficoltà è individuarle e scoprire se hanno voglia di aiutare questo processo di innovazione”. Per questi motivi l’assessora Marzano ha presentato un piano per la digitalizzazione di Roma Capitale suddiviso in 25 punti e un patto che preveda SPID per accedere al Wi-Fi cittadino, una nuova infrastruttura cartografica (Nic) e Floss, un sistema che prevede l’accesso diretto al software free/libero, e l’Agenda Digitale.

Diego Piacentini ha sottolineato che il cittadino deve abituarsi al fatto che c’è un’amministrazione che sta cominciando ad offrire servizi in digitale. “Si tratta di fare sistema, non bisogna lasciare che eventi come questo restino eventi di marketing. Le aziende devono modernizzare l’approccio alla pubblica amministrazione perché abbiamo bisogno di parlare con persone competenti a livello tecnologico. C’è un piano triennale, che viene aggiornato una volta l’anno: tante amministrazioni lo stanno seguendo, tante altre no. Abbiamo trasformato in progetti cose che erano solo leggi o idee: l’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), la carta d’identità elettronica e SPID come Developers Italia”