Ricerca e Sviluppo in Italia biennio 2016-2018

Ricerca e Sviluppo

Pubblicato il Report Istat relativo al biennio 2016-2018 sulle attività di R&S (Ricerca e Sviluppo) realizzate in Italia da Imprese, enti pubblici e privati, università

Per attività di Ricerca e sviluppo si intendono tutti quei lavori creativi svolti da un’impresa o da un’altra organizzazione per accrescere le conoscenze e utilizzarle per nuove applicazioni e per creare nuovi prodotti o nuovi processi produttivi. Per far sì che ciò avvenga, bisogna però destinare delle risorse alla ricerca e, quando questa dà dei risultati completi, si può passare a sviluppare il prodotto. Tali risorse vengono destinate alla cosiddetta “R&S intra muros” quando ricerca e sviluppo sono svolte direttamente dalle imprese o dagli enti con proprio personale e propri fondi.

In base al Report dell’Istat pubblicato a settembre 2018, nel biennio 2016-2018 i fondi destinati alla R&S intra muros sono aumentati costantemente. In particolare, secondo il rapporto, nel corso del 2016 imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università hanno speso per la Ricerca e sviluppo intra muros 23,2 miliardi di euro (+4,6% rispetto al 2015) e sono state soprattutto le imprese ad investire in R&S rappresentando il 60,8% della spesa totale (le università hanno investito il 24,2% della spesa e le istituzioni pubbliche solo il 12,6%). Sono state le grandi imprese e quelle controllate da finanziatori esteri a capire l’importanza di questi investimenti, mentre i fondi destinati da enti pubblici, istituzioni, università sono calati del 18,6%.
Ad attrarre di più gli investimenti sono state le attività di sviluppo sperimentale, con un aumento del 15,6% di risorse destinate al settore. Ma in concomitanza è aumentato anche il personale impegnato in queste attività (+11,7%).

Anche il 2017 ha visto aumentare la spesa destinata alla R&S (dell’1,8%) nelle imprese mentre gli stanziamenti per le Regioni e le province autonome nonché per le Amministrazioni centrali sono passati dagli 8,7 miliardi di euro del 2016 agli 8,6 miliardi di euro del 2017.

Passando all’anno in corso, le previsioni fornite da imprese e istituzioni confermano un ulteriore aumento della spesa in R&S intra-muros (+3,4% sul 2017): in particolare, istituzioni pubbliche +5,6%, istituzioni private non profit +4,9% e imprese +2,9%.

In calo la quota di donne impegnate nelle attività di R&S

Nel 2016 le donne erano solo un terzo degli addetti impegnati nella Ricerca e sviluppo, seppur in aumento rispetto al 2015 (+18,2% nelle imprese ma solo + 4,7% nelle università).
Secondo le ultime stime dell’Istat le ricercatrici sono in tutto 47.481 mentre le addette alla R&S sono 95.901. Per addetti alla R&S si intendono tutti i dipendenti sia a tempo determinato sia indeterminato, i collaboratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, i consulenti direttamente impegnati in attività di R&S intra-muros e i percettori di assegno di ricerca.
L’aumento delle donne impegnate nella ricerca a qualsiasi titolo è nullo nelle istituzioni pubbliche.
Il gap di genere è molto forte in questo settore, soprattutto negli enti pubblici, nelle istituzioni, nelle università, e la quota percentuale di donne impiegate in Ricerca e sviluppo all’interno delle imprese è ancora più bassa in quanto rappresentano solo il 21% degli addetti e il 22,2% dei ricercatori. Invece nelle associazioni ed enti privati no profit la quota di donne raggiunge (e in alcuni casi supera) il 50% sia degli addetti al settore R&S sia dei ricercatori.