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Way2Global, il progetto innovativo di Laura Gori finalista al Premio “Donna in Affari 2020”

imprenditrice dell'anno

Quante volte ci siamo svegliati la mattina affermando a noi stessi “da oggi mollo tutto e cambio vita” ma poi non lo abbiamo mai fatto? Una donna, intraprendente e con più di trent’anni di esperienza alle spalle, non solo lo ha detto ma lo ha anche fatto. Laura Gori, Founder & CEO Way2Global Srl SB – Passionate Benefit Corporation founder & advocate. Questa donna, vulcanica e solare, è l’esempio vivente che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni. La sua determinazione nel suo progetto innovativo con Way2global ha convinto la giuria del Premio Imprenditrice dell’Anno per Donna in Affari, tanto da arrivare tra le prime quattro donne imprenditrici in finale.

Intervista a Laura Gori

Laura Gori, imprenditrice e Ceo di Way2Global, finalista al Premio “Donna in Affari 2020”

Dalla sua storia emerge evidente che la parola d’ordine della sua carriera è “cambiamento”. Questo, all’inizio può spaventare ma visto il successo raggiunto, ne è valsa la pena. Da dove nasce Way2global?
“Way2Global nasce come sfida a spingersi oltre la zona di comfort e a innovare, quindi a trasformarsi in fattore abilitante di cambiamento. È vero che di norma il cambiamento spaventa proprio per lo scenario di incertezza che spinge ad abbracciare, ma nel mio caso, quando ho costituito Way2Global azzerando e resettando i miei 30 anni di parabola imprenditoriale “classica” per reinventarmi startupper oltre la soglia dei cinquanta, ero spinta dal fuoco sacro di una nuova passione, l’innamoramento per l’innovativo modello di business delle società benefit. Questa temperie spirituale trascinante non mi ha proprio lasciato spazio mentale per remore o timori di sorta. E in aggiunta, l’essere riuscita a contaminare di passione per questa nuova avventura imprenditoriale le persone del mio dream team aziendale mi ha consentito di vivere in solido l’entusiasmo e l’emozione vivificante di un nuovo inizio, e questa circostanza ti regala un coraggio che non pensavo neanche di avere”.

Dalle traduzioni al mondo del benefit corporation. Di che cosa si tratta?
“Le benefit corporation sono un rivoluzionario modello d’impresa ibrido e a mezza via tra profit e non-profit, che consente all’imprenditore di fare un passo indietro rispetto alle aride prerogative di ricchezza e potere, per sposare piuttosto la causa del beneficio comune”.

Conosciamo meglio il mondo delle Benefit Corporation

Laura Gori ci spiega che “il mondo delle benefit corporation, nella sua duplice veste di Società Benefit, che acquisiscono questo status giuridico recependolo in Statuto, e B Corp, che invece devono superare un audit di parte terza per conseguire una certificazione di conformità ai più rigorosi requisiti di compliance sociale e ambientale, è costituito da un drappello d’imprenditori visionari che vogliono mettere la potenza del business al servizio del sociale per riparare le storture del sistema capitalistico e del nostro pianeta agonizzante. Si tratta in altre parole di imprenditori “rigenerativi” che puntano a restituire più valore al mondo rispetto alle risorse che consumano per condurre la propria attività, e in questo loro intento si trasformano in volano di sostenibilità al servizio della società e del bene comune”.

Le Benefit in Italia, a che punto siamo?
“Oggi in Italia siamo poco più di 600, e il nostro Paese detiene il primato di primo stato sovrano al mondo ad avere introdotto nel 2016 una legge sulla forma giuridica delle Società Benefit, oltre che di community di benefit corporation che cresce più rapidamente in assoluto.
In tutto il mondo le Benefit Corporation sono invece quasi cinquemila, e concettualmente sono nate negli USA dieci anni fa da un’idea della Rockfeller Foundation che intendeva apportare un correttivo riformista al sistema economico imperante facendolo evolvere nel segno della sostenibilità, dell’equità e dell’inclusione”.

Qual è il valore aggiunto di essere una donna imprenditrice in un mercato nuovo come quello in cui operate?
“Essere donna imprenditrice alla guida di una startup benefit mi ha regalato l’onore e il privilegio di coniugare la cultura d’impresa sostenibile delle benefit corporation con il modello di leadership al femminile che ho sempre coltivato nelle mie aziende. Un sistema valoriale che attinge alle caratteristiche tipicamente femminili di resilienza, flessibilità, innovatività, empatia, inclusione, ma anche coraggio, gentilezza e cura. Il risultato è l’unicità del modello di business in rosa di Way2Global, società benefit certificata B Corp che nasce dalla triangolazione fra le mie tre passioni: il settore della localizzazione delle traduzioni, il mondo sostenibile delle benefit corporation e l’innovazione tecnologica”.

Un mercato al femminile

 

Laura Gori di Way2Global

Laura, ha incontrato difficoltà in questo senso?
“Non ho incontrato nessuna difficoltà particolare, tanto che noi donne del mondo Benefit sosteniamo provocatoriamente che la Società Benefit è donna, non fosse altro che per motivi di genere grammaticale. Al di là del gioco di parole, forse l’unica difficoltà che ho riscontrato nel mio ruolo di guida e garante di una startup Benefit a maggioranza femminile vocata all’innovazione tecnologica e all’impatto sociale è quella di riuscire a vincere con il potere della gentilezza e dell’etica anche eventuali atteggiamenti deteriori di prevaricazione, aggressività e arroganza che stanno agli antipodi della mia visione d’impresa e della mia intera esistenza”.

Costruire un’impresa sostenibile non è un sogno irrealizzabile

 

Laura, per concludere, cosa si sente di suggerire alle giovani donne che intendono intraprendere la sua stessa strada professionale?
“Il mio consiglio è quello di pensare in grande, osare sogni iperbolici, e soprattutto confidare nelle proprie capacità e nella forza del fare rete assieme alle altre donne per cambiare il mondo. Non permettere mai a nessuno di privarci dei nostri sogni, delle nostre intuizioni e delle nostre passioni, perché, come recita la citazione di un mio grande modello ispirazionale, Peter Diamandis di Singularity University, culla dell’innovazione di frontiera made in Silicon Valley, “Ogni scoperta innovativa, fino al giorno prima di diventare una svolta prodigiosa, è solo un’idea folle.”
Lo dimostra la mia stessa vicenda imprenditoriale, con gli sguardi interrogativi e di scherno che l’opinione comune riservava al mio sogno di costruire un’impresa sostenibile che contribuisse a risanare il mondo, prima che questa diventasse un’innovazione prodigiosa e di forte attualità come è oggi, con l’avvento della finanza d’impatto, il Green New Deal e addirittura l’ecologia integrale di Papa Francesco”.

 

 

 

 

 

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