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Riqualificazione tecnica e meritocrazia

Dal 3 al 6 giugno il Festival dell’economia di Trento ha dato spazio a numerosi incontri; tra le tematiche affrontate: riqualificazione tecnica e meritocrazia

Il 16mo Festival dell’economia di Trento si è tenuto in presenza dal 3 al 6 giugno ed ha avuto come tema principale quello della ripresa economica dopo la pandemia e della lungimiranza, affrontando temi salienti come riqualificazione tecnica e meritocrazia.

DIALOGHI – COME AIUTARE LE IMPRESE AD USCIRE DALLA PANDEMIA?
Nella foto: Lina PALMERINI, Giancarlo GIORGETTI (in collegamento).
FOTO: Domenico Salmaso

Il Festival dell’economia di Trento su riqualificazione tecnica e meritocrazia
Il Festival dell’economia di Trento di quest’anno, promosso da Provincia di Trento, Comune e Università degli Studi di Trento, si è tenuto con una parziale presenza di pubblico dal 3 al 6 giugno 2021. È possibile leggere l’articolo sulla presentazione del Festival al link http://www.donnainaffari.it/2021/05/16mo-festival-delleconomia-di-trento/. Il fulcro del Festival è stato quello della ripresa economica con un occhio di riguardo per il peso che può avere la pubblica amministrazione nei confronti delle imprese se si iniziasse ad agire verso una riqualificazione dei dirigenti e dei dipendenti e aprendo alla meritocrazia. Grande seguito ha avuto anche la conferenza con Giancarlo Giorgetti, ministro allo sviluppo economico, che ha condiviso la scelta della provincia autonoma di Trento di aiutare a far crescere le piccole imprese: “Giusto, la piccola dimensione non aiuta nei mercati internazionali. Il modello va ripensato, anche dal punto di vista fiscale, aiutando le fusioni”.

CONFRONTI – NUOVO MONDO, NUOVA NORMALITÀ, NUOVA FORMAZIONE – Nella foto: Claudio TUCCI, Nadio DELAI, Luca MARCOLIN, Cesare PINELLI, Carlo POLEDRINI
FOTO: Domenico Salmaso

Riqualificazione tecnica e meritocrazia. La formazione come pilastro del nuovo mondo
Durante il corso del Festival dell’economia si è parlato molto di come la pandemia abbia cambiato i paradigmi e di come, oggi, anche la formazione sia chiamata a rispondere alle nuove sfide. L’incontro “Nuovo mondo, nuova normalità, nuova formazione”, curato dalla Fondazione Fondirigenti e organizzato in modalità videoconferenza, ha parlato proprio di questo ed ha acceso la luce sui fondi interprofessionali e sul loro ruolo per la formazione continua di dirigenti e imprese.
Carlo Poledrini, presidente di Fondirigenti, ha spiegato il ruolo della fondazione da lui presieduta, a cui aderiscono circa 14mila aziende: “In questi anni Fondirigenti ha messo a disposizione di imprese e dirigenti cifre importanti. Solo nel 2020 abbiamo investito oltre un milione di euro. Abbiamo cercato di stimolare, esercitando il nostro ruolo di finanziatori, individuando nuovi trend come digitalizzazione, sostenibilità e re-ingegnerizzazione dei processi, verso una visione nuova del business per creare le condizioni per il futuro”.
Si è parlato, inoltre, della necessità per la formazione in Italia di fare rete e di innovarsi tecnologicamente, puntando sui controlli.

DIALOGHI – COME RINNOVARE LA CLASSE DIRIGENTE DELLA PA
Nella foto: Anne TRÉCA. FOTO: Leandro Sabin Paz

Riqualificazione tecnica e meritocrazia come base per la ripartenza
Come illustrato da Luca Marcolin, economista dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico): “Da un nostro studio è emerso come nel contesto delle tecnologie del telelavoro l’Italia non parta da una solida base. Molti lavoratori hanno basse competenze di alfabetizzazione informatica, inferiore alla media degli altri stati. La formazione continua sta comunque facendo grandi progressi, grazie agli importanti investimenti dei fondi interprofessionali. C’è spazio per investire ancora nel miglioramento della formazione, ma serve un miglior allineamento: è necessario fare un’analisi che consenta alle imprese di conoscere le competenze di cui hanno bisogno, lavorando inoltre sulla cultura della formazione nelle imprese”.
“Chi si occupa di prima formazione, in gran parte lo Stato, deve farla meglio, pensando ai 28 milioni di lavoratori da riqualificare e collocare. I fondi dovranno ricomporre l’offerta formativa, oggi frammentata. Bisogna recuperare trasversalità, bisogna fare una formazione ricomposta negli obiettivi come nei contenuti, lavorando verso il futuro e la ripresa” ha concluso il sociologo Nadio Delai, presidente della società Ermeneia.

Riqualificazione tecnica e meritocrazia. Franco Bassanini sulla pubblica amministrazione
Al Festival dell’Economia Anne Tréca, corrispondente in Italia de “L’Express”, ha intervistato Franco Bassanini: cinque legislature in Parlamento, ministro nei governi Prodi I, D’Alema e Amato II e padre di quattro riforme della macchina statale. Il tema dell’intervista era incardinato su un giudizio severo: la classe dirigente della pubblica amministrazione italiana è chiaramente inadeguata. “Un giudizio che può essere condiviso in linea di massima ma partendo dal presupposto che non si può generalizzare perché nella PA ci sono anche straordinarie professionalità. La classe dirigente è molto invecchiata perché circa trent’anni di politiche di austerità e blocco di turnover, hanno impedito il naturale rinnovamento della classe dirigente, il reclutare professionalità nuove, come giovani dotati di skills che servono nell’era digitale. Questo perché, alla fine degli anni ‘80, l’Italia si è trovata con un enorme debito pubblico. Da qui lo scenario è cambiato, si sono rese necessarie politiche di austerità e di riduzione della spesa pubblica e questo ha bloccato il rinnovamento” ha affermato Franco Bassanini.

DIALOGHI – COME RINNOVARE LA CLASSE DIRIGENTE DELLA PA
Nella foto: Franco BASSANINI (in collegamento)
FOTO: Leandro Sabin Paz

Il futuro della pubblica amministrazione: riqualificazione tecnica e meritocrazia
Le riforme degli anni ‘90, come ha spiegato Franco Bassanini, sono state dominate da questo vincolo: ridurre la spesa. “Erano necessari forti investimenti sul rinnovamento della PA, ma erano investimenti che non si potevano fare. Oggi invece, siamo di fronte ad uno scenario completamente diverso, grazie all’assegno europeo del Piano per il Rilancio. Finalmente c’è la possibilità di investire e di immettere nella PA italiana professionalità tecniche e manager giovani, nativi digitali, con quelle competenze nelle quali siamo più carenti, come ingegneri, informatici, economisti e statisti”.

Riqualificazione tecnica e meritocrazia attraverso l’applicazione delle riforme già in essere
Bassanini ha poi spiegato: “Si va verso un ringiovanimento e una riqualificazione tecnica delle pubbliche amministrazioni italiane. Il punto di avvio del Governo Draghi è aver compreso che questa richiesta non è la risposta di una grande nuova riforma, ma è l’applicazione delle riforme già in essere; è dotare le pubbliche amministrazioni delle professionalità che mancano. Il recente decreto approvato dal consiglio dei ministri è un passo decisivo in questa direzione ed è concentrato sul potenziamento in primis, del sistema giustizia e nello specifico, delle strutture dei tribunali, per consentire una drastica riduzione dell’arretrato giudiziario”.
Bassanini ha infine concluso: “Il primo passo sarà attivare la collaborazione con delle professionalità tecniche, per un tempo determinato, che in un futuro potranno inserirsi a tempo indeterminato dopo concorso. Insomma, inseguire il modello già attuato in altri Paesi, come la Francia, dove l’accento è posto sulla selezione, sul reclutamento iniziale dei dirigenti della pubblica amministrazione”.

La foto di copertina è di Leandro Sabin Paz

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