Misura di integrazione al reddito, il nuovo bonus mamme lavoratrici verrà pagato dall’Inps in questi giorni

242 milioni di euro a sostegno delle donne occupate madri di almeno due figli: il nuovo bonus mamme lavoratrici è in arrivo per 580.000 madri sulle 675.000 che lo hanno già richiesto.

Il nuovo bonus mamme lavoratrici
La misura, prevista dall’articolo 6 del DL 95/2025 convertito nella Legge 118/2025, è un intervento strutturale, quindi che prosegue nel tempo. Si tratta di un contributo mensile di 40 euro per le lavoratrici madri con almeno due figli, che abbiano un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Spetta per i figli fino a 10 anni (secondo figlio) o fino a 18 anni (terzo figlio in su). La domanda si presenta online entro fine 2025 per ricevere il pagamento a dicembre 2025, o entro gennaio 2026 per i requisiti maturati successivamente, tramite i canali Inps (vedi ns. precedente articolo https://www.donnainaffari.it/2025/11/nuovo-bonus-mamme-inps/).

Ultimi giorni per presentare la domanda
A fronte di circa 675.000 domande pervenute, l’Inps ha già disposto 580.238 pagamenti, con una significativa riduzione dei tempi di lavorazione. Per le lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2025, sarà possibile presentare domanda fino al 31 gennaio 2026 e i relativi pagamenti saranno effettuati entro il mese di febbraio 2026.

Una procedura semplificata
“Questa prestazione” ha dichiarato il presidente dell’INPS Gabriele Fava, “si inserisce nel più ampio piano di sostegno alle famiglie promosso dal Governo e conferma l’attenzione concreta verso le donne che lavorano. La completa digitalizzazione della procedura ci ha consentito di semplificare l’accesso alla misura, ridurre significativamente i tempi e garantire risposte rapide e affidabili. È un esempio concreto di come l’innovazione amministrativa possa tradursi in servizi più efficaci per i cittadini”. Con il Bonus Mamme l’INPS rafforza il proprio ruolo di istituzione pubblica orientata all’accompagnamento, capace non solo di erogare prestazioni, ma di anticipare i bisogni, sostenere l’occupazione femminile e contribuire alla tenuta sociale del Paese.

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