Donne nelle posizioni decisionali: lavoro e pari opportunità nella Regione Friuli Venezia Giulia

donne al comando

Donne nelle posizioni decisionali

Autorizzato il Servizio lavoro e pari opportunità nella Regione Friuli Venezia Giulia tramite il quale si possono presentare progetti relativi a partenariati Italia-Austria in cui le donne abbiano un ruolo decisionale

La proposta è partita dall’assessora regionale al lavoro, Angela Brandi, ed è stata approvata dalla Giunta. Con questa delibera, si dà il via al progetto “Le donne nelle posizioni decisionali che partecipa al quarto avviso per la presentazione di proposte progettuali relative al Programma operativo per il sostegno alla collaborazione transfrontaliera Interreg IV Italia-Austria 2007-2013.  
La spinta a presentare questo progetto è nata dalla verifica che le donne sono troppo spesso costrette ad adattarsi ai sistemi esistenti, tutti orientati al maschile, tanto è vero che negli organi decisionali – sia economici che politici – sono gli uomini ad occupare i posti strategici.
La presenza delle donne ai vertici di una azienda è rarissima il che comporta la mancanza di parità effettiva di opportunità nei campi lavorativi.
Sono interessate dal progetto, oltre al Friuli Venezia Giulia, la Carinzia, il Tirolo, la Provincia autonoma di Bolzano, la Provincia di Udine, Salisburgo). Con questo progetto ci si propone di realizzare una rete di collaborazione e di sviluppare le competenze femminili specifiche per i vari ruoli decisionali da ricoprire.
Si vuole pertanto dare un supporto alle donne nelle funzioni non solo economiche ma anche politiche prendendo provvedimenti affinché le donne vengano inserite nelle strutture ufficiali sia formali che informali dell’economia e della politica a livello locale e regionale.
In questo modo si rende anche possibile attuare una politica concreta contro la discriminazione sessuale, palese o colpevolmente nascosta, da parte delle strutture esistenti. Sempre ricordando che l’unico modo reale di far crescere e sviluppare l’economia è quello di affrancarsi da meccanismi antiquati di prepotere maschile.

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