Convocati a Roma gli stati generali del pubblico impiego della Cisl

stati generali del pubblico impiego della Cisl

Convocati a Roma gli stati generali del pubblico impiego della Cisl

Una giornata di forte partecipazione per denunciare gli sprechi e rilanciare il pubblico impiego  ristrutturando integralmente l’amministrazione pubblica

“Siamo contrarissimi al condono, è esattamente il contrario di ciò che chiediamo perché vogliamo ganasce più strette per gli evasori.” Con queste parole Raffaele Bonanni è intervenuto agli Stati Generali dei lavoratori del pubblico impiego convocati dalla Cisl. “Siamo propensi a dismettere il patrimonio pubblico perché è meglio vendere i beni che le persone. In questo particolare momento politico la paralisi è invitabile perché oggi come oggi con la confusione che c’è prendono forza i qualunquisti e i populisti di destra e di sinistra. Noi attualmente siamo per un governo di larghe intese. E, come Cisl, vogliamo lavorare con tutte le realtà sociali, oltre che con la Cgil e la Uil perché è indispensabile superare questo momento”.

 

Stati Generali Cisl – Segretario Generale Raffaele Bonanni

Se non si vede il video è necessario aggiornare o installare flash

“Una priorità assoluta riguarda la riforma del fisco” ha continuato il segretario  generale “e un nuovo assetto dell’Amministrazione pubblica perché non sia solo un abbeveratoio per la classe politica, ma diventi una vera risorsa per il paese. Bisogna quindi riportare nuova dignità al pubblico impiego con proposte concrete che vogliamo discutere con il governo e le istituzioni centrali e locali avviando una forte mobilitazione”.

Secondo i dirigenti del sindacato, i servizi pubblici sono stati gravati da una politica che ha operato tagli lineari senza alcuna distinzione penalizzando ulteriormente, rispetto al passato: scuola, università, ricerca e sanità, sicurezza. “E’ diventato prioritario, per attuare una politica di riqualificazione, operare un risanamento della spesa pubblica, ma è evidente che non vi è ad oggi nessuna capacità, né volontà da parte dei nostri politici di operare un rinnovamento implementando nuovi processi gestionali. Si potrebbero risparmiare fino a 100 miliardi dalla spesa pubblica da impiegare per una più equa remunerazione dei lavoratori qualora si individuassero le aziende pubbliche dove gli sprechi abbondano e sono più di 15.000. In questi tre anni nessuna politica in tal senso è stata attuata.  Vi sono servizi che possono essere offerti soltanto dalla pubblica amministrazione. Questa non può essere considerata un peso quando invece può essere ed è una risorsa di crescita per la ripresa economica del nostro paese”.

Oggi la sfida della competitività può essere opportunamente affrontata solo con i cervelli ed invece i tagli alla scuola, ad esempio, dove la materia grigia dei nostri giovani viene coltivata, sono stati ingenti e hanno previsto 131.000 unità di personale in meno. Il lavoro pubblico come valore è qualcosa che riguarda non solo il pubblico profitto, ma la tenuta democratica del paese, è stato dichiarato all’unanimità.

Anche la protezione civile e la stessa sicurezza, il tema tanto caldeggiato dal governo in fase preelettorale, versano in condizioni pietose secondo Pompeo Mannone, segretario generale sicurezza della Cisl. La polizia penitenziaria non ha la benzina per portare i detenuti dal carcere al tribunale dove devono essere processati e le carceri sono sovraffollate. I turni che la polizia penitenziaria è costretta attualmente ad affrontare sono massacranti e l’alto tasso di suicidi non interessa solo i detenuti, ma riguarda anche il personale di polizia penitenziaria. I tagli hanno congedato 11.000 poliziotti in soli 12 mesi. E’ necessario attuare un progetto concreto che preveda una unica struttura, un unico dipartimento, nell’ambito del Ministero degli Interni, che si occupi di protezione civile che coordini e collabori con le istituzioni locali perché la sicurezza si sviluppa e si concretizza sul territorio.

E’ indicativo, in materia di lotta alla criminalità e corruzione, ha sottolineato il rappresentante Cisl, che l’Italia non abbia ancora ratificato il Trattato di Strasburgo del 1999, la convenzione penale contro le pratiche della corruzione. Se il giro di affari della mafia si aggira intorno ai 150 miliardi di euro, è di 85 miliardi il costo della corruzione.

La proposta della Cisl, in conclusione, è quella di tassare i grandi patrimoni finanziari senza penalizzare la sicurezza, la scuola, la sanità, la ricerca con i tagli indiscriminati attuati dalle ultime politiche.

E’ necessaria una riforma della pubblica amministrazione per razionalizzare le competenze, la gestione e il coordinamento. Nella sanità, ad esempio, l’eccessiva regionalizzazione della spesa ha portato a differenze inaccettabili nella distribuzione dei farmaci tra una regione e l’altra. E’ opportuno oltretutto, sempre secondo i delegati della Cisl, ripopolare le piante organiche della sanità perché la figura del medico è centrale in una società democratica.

Secondo Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp, è indispensabile abbattere la spesa proponendo accorpamenti, ottimizzando la mobilitazione, eliminando sedi inutili, ma anche ottenendo il rientro di alcuni servizi esternalizzati solo per favorire amici e scambiare favori perché i servizi offerti dalla pubblica amministrazione devono porre il cittadino e le sue esigenze al centro delle proprie priorità. Una nuova cultura politica insomma che persegua il bene del paese eliminando l’illegalità e si impegni per una importante rivoluzione civica. La Cisl, ha concluso il suo leader, dopo le proposte, se inascoltate, non si tirerà indietro di fronte alla necessità di uno sciopero

Livia Serlupi Crescenzi

Condividi