Emergenza sociale lavoro

Emergenza Lavoro, S.Camusso

Emergenza sociale lavoro

La contrarietà dei sindacati in un presidio a Piazza Montecitorio. Si attendono risposte esaustive dal parlamento e dal governo uscente

Il mercato del lavoro in Italia non gode di ottima salute ed i dati forniti dalla Banca Centrale Europea forniscono una conferma in tal senso. L’istituto bancario presieduto da Mario Draghi ha lanciato l’allarme ed ha definito il fenomeno senza precedenti, con il picco di disoccupati nel 2012 pari a 2 milioni e 744 mila.

Non sono rimasti indifferenti alla notizia i maggiori sindacati italiani: Cgil, Cisl e Uil hanno, infatti, organizzato congiuntamente un presidio dinanzi a Montecitorio, lo scorso 16 aprile, con la finalità di scongiurare il licenziamento di oltre 500 mila persone. La soluzione auspicata? Un decisivo intervento ad opera del Governo uscente, chiamato a trovare adeguate risorse per risolvere l’emergenza lavorativa.

Durante l’incontro si è richiesto, da più fronti, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. “Non abbandoniamo i cassaintegrati così come gli esodati” ha gridato a gran voce il segretario della Cisl, Raffaelle Bonanni .
“Questa non è una partita che può finire in pareggio. Senza una risposta sulle risorse porteremo centinaia di migliaia di lavoratori in piazza a Roma perché un no a nuove risorse sarebbe inaccettabile” è stato il commento del sindacalista della Uil, Luigi Angeletti.

Ha proseguito poi, in piazza Montecitorio, la leader della Cgil, Susanna Camusso, affermando: “sono necessarie certezze sui finanziamenti della Cassa integrazione in deroga per i lavoratori, ma anche per impedire la chiusura delle aziende. Non è il caso di temporeggiare, perché questo governo ha tutti gli strumenti per decidere e rimediare agli errori commessi. È vero che ci servono più risorse per il lavoro ma non è il caso di dividere quelle esistenti e a tal proposito auspico che siano rinviate le spese militari già programmate e si paghino le rendite finanziarie ed i grandi capitali senza approvare una nuova manovra finanziaria”.  

Al termine della manifestazione i tre segretari generali hanno incontrato la Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha espresso la sua solidarietà: “la Camera” ha detto, “attraverso la Commissione speciale,  è in grado di esaminare con assoluta tempestività qualunque provvedimento di urgenza che dovesse venire dal Governo o dai Gruppi parlamentari”.
Soddisfazione è stata espressa da Bonanni al termine della riunione con la neo Presidente della Camera, perché consapevole che di comune accordo si  potrà trovare una soluzione nel minor tempo possibile.

Nel pomeriggio si è svolto un altro incontro, stavolta con la Ministra del Lavoro Elsa Fornero alla quale è stato chiesto di stanziare, con manovre urgenti,  almeno 1,5 miliardi di euro per finanziare gli ammortizzatori in deroga in scadenza nelle prossime settimane; una somma che garantirà un reddito di sostegno a tutte le famiglie chiamate in causa. Ma il tavolo di conciliazione è stato definito dai sindacati intervenuti di scarsa validità, data l’insensibilità che il Governo odierno ha dedicato ai problemi sollevati. 

Accomunati dallo stesso desiderio, i tre sindacalisti italiani hanno affermato che se non si troveranno soluzioni soddisfacenti ai problemi presentati, si mobiliterà il Paese per una manifestazione di maggiore portata. 

Paola Paolicelli

Condividi