La Toscana scrive il primo bilancio di genere

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La Toscana scrive il primo bilancio di genere

Uomini e donne hanno necessità diverse, di cui bisogna tener conto per combattere le disparità, che non vuol dire non considerare le differenze. Su questa base la Pubblica Amministrazione toscana ha deciso di rileggere il Bilancio per comprendere il reale apporto delle politiche messe in atto

Tutti i cittadini sono uguali ma si deve fare attenzione al modo di applicare questa uguaglianza perché, in realtà, una forzatura in tal senso potrebbe rappresentare l’esatto opposto, ovvero creare una disparità non considerando le reali differenze di genere.

  

Dal punto di vista dei diritti umani siamo tutti uguali e su questo punto non si può né si deve transigere ma le politiche messe in atto devono essere viste in base alle ricadute di genere, cosa che ha deciso di fare la giunta regionale toscana la quale, il 9 dicembre, ha approvato il suo primo bilancio di genere. E lo ha fatto alla vigilia del meeting sui diritti umani, che ogni anno viene realizzato al PalaMandela di Firenze, quest’anno dedicato proprio ai diritti delle donne.

Il bilancio, che alleghiamo all’articolo, dà conto delle risorse messe in campo dalla Toscana riguardanti, direttamente o indirettamente, le politiche di genere realizzate dal 2010 al 2012.

simbolo-pari-opportunitaViene quindi presa in considerazione la condizione femminile sotto ogni aspetto: dalla lotta degli stereotipi che inizia dai primi anni della scuola (700 mila euro stanziati negli ultimi tre anni) alla diffusione, con altre iniziative, del principio di parità (1 milione e 150 mila euro spesi), dall’attività della consigliera regionale di parità alla formazione, i tirocini retribuiti (2.261 donne su 4.252 nel 2012), i tirocini che sono diventati un posto di lavoro (e che hanno riguardato 672 donne su 1240 contratti firmati, dal 2011), i percorsi di apprendistato, il servizio civile, gli incentivi per le assunzioni di giovani laureati, quelli per la mobilità e le stabilizzazioni, il sostegno al credito per gli atipici e dei giovani professionisti, fino al sostegno all’imprenditoria. Senza dimenticare i voucher per nidi e la scuola materna a vantaggio delle donne che lavorano, i percorsi legati alla maternità, gli investimenti sugli ospedali o le iniziative contro e per prevenire la violenza sulle donne.

“Questo bilancio” spiega l’assessore alla presidenza e al bilancio, Vittorio Bugli, “è uno strumento di trasparenza e democrazia che ci consentirà, oltre che di ragionare sui numeri , anche di vedere quali ricadute hanno le scelte che mettiamo in atto, per migliorarci ed utilizzare le risorse pubbliche con maggiore equità ed efficienza. Naturalmente è uno strumento che potrà essere ulteriormente affinato e lo faremo”. 

L’assessore al Welfare, Salvatore Allocca, aggiunge: “le cittadine e i cittadini hanno necessità e bisogni talmente differenti che, se ignorati, provocano una serie di disuguaglianze reali. Il bilancio approvato dalla giunta con una lettura differenziata tra donne e uomini delle conseguenze dell’operato di ogni amministrazione pubblica è il primo passo verso una sempre maggiore integrazione delle politiche dal punto di vista del genere. Per questo ci sarà naturalmente bisogno non solo di rilevazioni sempre più affinate ma, soprattutto, di una sempre maggiore consapevolezza culturale dell’importanza di conseguire un’effettiva uguaglianza fra uomini e donne”.

L’assessore Bugli ha dichiarato inoltre: “vogliamo essere in prima fila nella lotta alle discriminazione di genere e agli stereotipi, a partire dalle scuole e tante altre azioni di sensibilizzazione. Quelle discriminazioni, drammaticamente attuali, si combattono infatti con una nuova cultura di genere”.

 

pdf Scarica il Bilancio di genere della Regione Toscana!