Accordo sulla rappresentanza sindacale

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Accordo sulla rappresentanza sindacale

Il Consiglio Generale della CISL (Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori) si è riunito il 15 gennaio a Roma per valutare l’Accordo Interconfederale tra CGIL, CISL, UIL e Confindustria sul Testo Unico sulla Rappresentanza, siglato il 10 gennaio

Vista l’importanza dell’accordo siglato, la CISL ha deciso di organizzare assemblee in tutti i posti di lavoro per la sua divulgazione e applicazione. Il sindacato si è pertanto impegnato a convocare i propri organismi, quadri e rappresentanze affinché si attivino in tal senso.

 

Un accordo composto da tre parti che regolano rispettivamente: 

  1. la misurazione della rappresentanza sindacale a livello nazionale e aziendale; 
  2. la titolarità ed efficacia della contrattazione collettiva nazionale ed aziendale;
  3. le modalità volte a garantire l’effettiva applicazione degli accordi sottoscritti nel rispetto delle regole concordate. 

Le organizzazioni firmatarie spiegato che “misurare la rappresentatività degli attori e garantire la piena attuazione degli accordi raggiunti determinano maggiore chiarezza e trasparenza nelle relazioni industriali contribuendo a migliorare il quadro di riferimento per tutti coloro che vogliono investire nel nostro Paese”.

Alleghiamo all’articolo l’accordo (che viene considerato un vero e proprio Testo Unico) concluso il 10 gennaio, mentre di seguito riportiamo il comunicato ufficiale del sindacato (detto Ordine del Giorno) approvato all’unanimità dal Consiglio Generale della CISL il 15 gennaio:

 

Il Consiglio Generale della CISL, riunito a Roma il 15 gennaio 2014, valuta l’Accordo Interconfederale tra CGIL, CISL, UIL e Confindustria relativo al Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio u. s.  un risultato di grande rilievo per i lavoratori, la CISL, il movimento sindacale confederale italiano, la crescita democratica, sociale ed economica dell’Italia, per lo stesso sindacato europeo, per le proiezioni possibili con il necessario impegno unitario.

 

Il C. G. pertanto impegna le Federazioni di categoria e le Unioni Regionali e territoriali a convocare gli organismi, a riunire i quadri e le rappresentanze, a promuovere le assemblee sui posti di lavoro e nei territori per la conoscenza, la valutazione e l’applicazione dell’accordo: una mobilitazione forte fino ad una iniziativa nazionale confederale, preceduta da quella di ogni USR. Particolarmente da parte delle Federazioni vanno realizzati i rimandi attuativi in ragione delle caratteristiche dei vari settori industriali e delle riconosciute autonomie. 

 

L’Accordo conclude il lungo percorso riformatore iniziato con la piattaforma unitaria del maggio 2008 e che ha avuto progressi decisivi nell’Accordo sulle relazioni industriali e sulla democrazia sindacale del giugno 2011, nei rinnovi contrattuali e di secondo livello, nel Patto sulla produttività, dell’ottobre 2012, nell’Accordo per la detassazione sul salario di produttività dell’aprile 2013, su quello relativo alla rappresentanza del 31 maggio 2013, ora puntualmente regolamentato. L’Accordo è un modello, con gli opportuni adattamenti, per gli ulteriori accordi con le altre organizzazioni datoriali.

 

È stato un percorso travagliato nei rapporti unitari. Si sono misurate strategie diverse, quella partecipativa e della responsabilità e quella rivendicativa e conflittuale. Decisiva è stata la determinazione della CISL: una strategia riformatrice rispetto alle esigenze di un sistema produttivo che per crescere in competitività e in produttività, con il relativo salario incentivato, ha necessità della partecipazione dei lavoratori rispetto alle innovazioni, alla formazione, alle professionalità, alle flessibilità delle prestazioni, allo sviluppo della bilateralità.

 

L’Accordo è una straordinaria riforma istituzionale con la responsabilità di tutte le forze sociali, mentre il sistema politico sulle riforme continua a dibattersi in grandi difficoltà e fino ad ora nella inconcludenza. 

 

C’è chi è tornato, ora, a prospettare, con una vecchia visione statalista e giuridicistica, una legge sulla rappresentatività che aprirebbe uno scontro sulla natura e la concezione stessa del sindacato, dei rapporti tra l’autonomia del sociale, dei corpi intermedi, la politica e le istituzioni, tra la società e lo Stato, sui valori più profondi della sussidiarietà. L’Accordo riafferma, invece, l’autonomia del sociale per la regolamentazione  dei rapporti di lavoro, per la validazione dei contratti collettivi, per la certificazione della rappresentanza e della rappresentatività. 

 

Nelle procedure di raffreddamento e sanzionatorie, in caso di inadempienze, vincolanti parimenti per associazioni datoriali e sindacali, non vi è nessuna “espropriazione di diritti sindacali”, ma l’assunzione coerente di responsabilità rispetto al pattuito. L’accordo rafforza lo sviluppo dell’intero disegno della democrazia economica che deve fare ulteriori passi avanti sul terreno della partecipazione dei lavoratori sul piano finanziario e della governance aziendale.

 

Il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, così ha commentato l’evento: “con il nuovo accordo rifondate le relazioni industriali. Si apre stagione nuova che può favorire investimenti e occupazione. Un risultato di grande rilievo per i lavoratori e tutto il movimento sindacale confederale”.

pdf Testo unico Rappresentanza 2014