Donne: aumenta la disuguaglianza economica

inarcassa-gender-gap

inarcassa-gender-gapLa presidente di Inarcassa (l’ente pensionistico delle categorie professionali di ingegneri ed architetti) Paola Muratorio presenta uno studio che parla da solo.

Prendendo in esame il tema della femminilizzazione, affrontato dalla Muratorio nel suo intervento, dal palco del convegno AdEPP ed Eurelpro a Napoli, emerge come il gender pay gap sia, nel nostro Paese, una drammatica realtà che continua a protrarsi negli anni.
Il dito è puntato contro la scarsa partecipazione femminile nel mercato del lavoro e il deficit occupazione, 50% contro il 65%  nella UE 27. Le carriere sono inoltre frammentate e discontinue e spesso si tratta di lavori poco qualificati. Uno scollamento con la realtà visto che c’è un forte processo di femminilizzazione in atto nonostante persista una maggiore presenza di maschi. Nel 2007 le donne raggiungevano quota 25%, oggi toccano il 30%. Il loro reddito inoltre tocca punte del 50% in meno di quello dei colleghi maschi e il gap aumenta con l’età.

Le donne guadagnano (pur laureandosi prima e meglio) meno degli uomini le colleghe di ingegneri ed architetti: se, infatti, un uomo dichiarava 44.562 euro nel 2007, le donne arrivavano a 24.432, mentre nel 2012 le entrate dei primi erano di 41.023 euro, e la componente “rosa” si fermava a 23.204. Queste le cifre elencate dalla Muratorio e il riscontro di  un “gap” che stride ancor di più se si osserva come le donne riescano a finire gli studi mediamente 6 anni, con votazione superiore: 106/110 in media contro 103/110 degli uomini. C’è, però, una buona notizia e riguarda entrambe le categorie: si scopre che l’aspettativa di vita dei liberi professionisti supera di 3 anni (in media) la speranza del resto della popolazione impegnata in altre attività lavorative. La presidente di Inarcassa smentisce anche il luogo comune secondo cui ingegneri ed architetti scelgano tale strada perché “figli di papà”: soltanto il 13%, rivela, infatti, in base alle ultime statistiche aveva “un precedente in famiglia”. Inarcassa, pertanto, anche in considerazione della flessione reddituale costante negli anni della crisi, ricorda come l’ente abbia erogato “100 milioni a sostegno dei professionisti, il 43% a favore dei giovani, il 15% per le donne, ma soprattutto” incalza, “serve uno sforzo per l’adeguatezza delle pensioni future”

Da qui, l’appello della Muratorio al governo: “Il bonus da 80 euro vada anche ai professionisti, non soltanto ai lavoratori dipendenti. Non è una provocazione,  probabilmente ci si sta dimenticando che stiamo parlando di lavoro vero, non di categorie ricche, né di quella famosa casta che esisteva, forse, una volta”.

N.R.

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