Le imprese cooperative in Toscana nel 2015

unioncamere

Sono quasi 4.000 le cooperative attive in regione, in diminuzione del 2,8% nel 2015: tengono i servizi sociali ed alla persona, ancora difficoltà per costruzioni-immobiliare. Cresce tuttavia l’occupazione, sia nell’ultimo anno (+4,8%) che rispetto al 2005 (+24%)

A fine 2015, sono 3.835 le cooperative attive in Toscana: una cooperativa su cinque è a conduzione femminile, mentre quelle giovanili e le straniere pesano fra i sei ed i sette punti percentuali sul totale. A livello settoriale, il comparto che conta più cooperative attive in Toscana è quello delle costruzioni-immobiliare (22,9%), ma in termini di addetti emergono istruzione-sanità (20,6%) e trasporti-magazzinaggio (18,6%), tradizionali ambiti di specializzazione del sistema cooperativo.

Il 2015 ha visto una contrazione delle cooperative attive in Toscana pari a 110 unità (-2,8% rispetto al 2014), accompagnato tuttavia da un incremento di circa 4.400 addetti alle unità locali presenti sul territorio regionale (+4,8%): questi andamenti, apparentemente contraddittori, segnalano che nel 2015 si è in realtà verificato un processo di selezione e consolidamento delle strutture cooperative presenti in Toscana, con un conseguente maggior grado di dimensionamento di quelle esistenti.

L’incremento occupazionale conferma inoltre un trend di lungo periodo, in base al quale nel giro di un decennio gli addetti alle cooperative localizzate in regione sono passati dai circa 76mila del 2005 agli oltre 95mila del 2015 (+24%). Tale crescita non ha tuttavia interessato la componente giovanile (-20% gli addetti under 30), anche se l’ultimo anno sembra poter costituire in tal senso un anno di svolta (+7,4% rispetto al 2014).

E’ questa la fotografia scattata dal Rapporto su struttura e dinamica delle imprese cooperative toscane nel 2015, elaborata dall’Ufficio studi di Unioncamere Toscana su dati di fonte Registro imprese e Inps nell’ambito del protocollo d’intesa con le Centrali cooperative regionali di Legacoop, Confcooperative e AGCI.

“La cooperazione – commenta il Presidente di Unioncamere Toscana Andrea Sereni – ha giocato nell’ultimo decennio un ruolo importante dal punto di visto occupazionale, contribuendo ad ammortizzare i contraccolpi della crisi sul mercato del lavoro. Anche gli ultimi dati confermano come il sistema cooperativo regionale abbia saputo qualificarsi come un modello imprenditoriale in grado di sostenere lo sviluppo locale e la tenuta sociale, a vantaggio della comunità e delle persone che operano e vivono sul territorio. Il progressivo invecchiamento sia delle strutture di governance che di quelle occupazionali evidenziano tuttavia la necessità di favorire in futuro un processo di ricambio delle energie imprenditoriali e lavorative, salvaguardando un equilibrio inter-generazionale delle risorse umane che appare indispensabile per sostenere un’ulteriore fase di sviluppo e di crescita”.

“Le cooperative toscane reagiscono alla crisi, attingendo ai loro valori fondamentali di mutualità, equità, solidarietà e interesse verso la comunità – afferma Roberto Negrini, Presidente Alleanza delle Cooperative Toscane – Si confermano strutture fondamentali per garantire occupazione e servizi sul territorio, in un tessuto economico che sta evolvendo e che non ha risparmiato processi di selezione anche nel nostro mondo. Come attesta il Rapporto Unioncamere le imprese cooperative pongono particolare attenzione all’occupazione delle fasce di popolazione più sacrificate dall’attuale congiuntura economica. Inoltre, ricoprono un fondamentale ruolo di sistema nell’assorbimento di lavoratori non più giovanissimi, mentre sui temi del ricambio generazionale e della formazione nell’ultimo periodo stiamo attivando diverse iniziative dedicate”.

LA DINAMICA DELLE STRUTTURE IMPRENDITORIALI COOPERATIVE

Il calo di 110 imprese registrato nel 2015 fra le cooperative attive (-2,8%) è riconducibile principalmente, in termini settoriali, al comparto costruzioni-immobiliare (-66 unità), trasporto e magazzinaggio (-33) e industria in senso stretto (-16). Il saldo è invece leggermente positivo per il resto dei comparti, grazie soprattutto agli incrementi registrati per l’agricoltura (+11 imprese) e per alberghi-ristoranti (+6).

Sotto il profilo delle caratteristiche prevalenti del nucleo imprenditoriale, andamenti simili hanno caratterizzato sia la dinamica per genere (cooperative “femminili” -3,1% vs. cooperative “non femminili” -2,7%) che quella per nazionalità (cooperative “straniere” 3,2% vs. cooperative “non straniere” -2,7%), mentre non altrettanto si osserva nella dinamica per età, con le “giovanili” che, in continuità con i risultati degli ultimi anni, evidenziano maggiori criticità (-8,9%) rispetto alle “non giovanili” (-2,3%).

Nel 2015 è risultata in effetti particolarmente marcata la contrazione delle cariche in cooperative attive rivestite da persone con meno di 30 anni (-10,4%) e fra 30 e 50 anni (-6,8%), mentre più contenuta è stata le flessione per quelle fra 50 e 70 anni (-2,9%) e con oltre 70 anni (-0,6%). Nel complesso, in termini di governance delle cooperative toscane, alla fine del 2015 le persone con cariche erano 16.176, con una contrazione del 4,4% (circa 800 unità in meno) rispetto al 2014: si tratta di una delle riduzioni più significative di un quindicennio (2000-2015) segnato da un profondo snellimento degli organi (-50% rispetto alle oltre 33mila unità del 2000) a sostanziale parità di tessuto imprenditoriale cooperativo (3.826 cooperative attive nel 2000, 3.835 nel 2015). Questo snellimento ha interessato, in particolare, le cariche legate agli organi di controllo (i Sindaci sono passati da 12.301 a 1.355, i Presidenti dei Collegi da 3.050 a 328).

LA DINAMICA DEGLI OCCUPATI NELLE COOPERATIVE TOSCANE

Nonostante la riduzione del numero complessivo delle cooperative attive, l’occupazione in Toscana è cresciuta del 4,8% nel 2015 (fonte Inps), con un incremento di circa 4.400 unità in termini assoluti, confermando il buon andamento che aveva già contraddistinto il 2014 dopo due anni in flessione e raggiungendo il picco più alto da quando esiste il monitoraggio (2005). I dati maggiormente positivi sono riferiti alle donne (+5,0% per un incremento di oltre 2.500 unità in termini assoluti) ed ai giovani (+7,4% pari ad un incremento di quasi mille occupati), anelli deboli del mercato del lavoro che -tradizionalmente- pagano di più gli effetti delle criticità occupazionali e per i quali la cooperazione ha rappresentato nel 2015 un’opportunità di impiego.

Il 2015 è stato tuttavia un anno anomalo sotto quest’ultimo profilo, visto che nel medio periodo si osserva un invecchiamento del tessuto occupazionale: fatti pari a 100 i valori del 2005, infatti, i giovani under 30 occupati nelle cooperative sono diminuiti di quasi 3.700 unità (-20,4%) e le persone di età compresa fra 30 e 40 anni di circa 2.100 (-7,8%), mentre la classe 40-50 anni ha registrato un incremento di quasi 10mila occupati (+45,3%) e quella degli over 50 di circa 14.800 (+151,4%). In termini strutturali si conferma infine come la cooperazione continui a rappresentare un importante bacino occupazionale per le donne: alla fine del 2015, infatti, il 57% degli oltre 95.000 occupati nella cooperazione è femmina.