Zurich, la resilienza sul lavoro migliora le performance. la ricerca di Zurich Insurance Group e Oxford Research & Development Partners ha coinvolto 11.175 persone in 16 Paesi, tra cui l’Italia
I lavoratori più resilienti dichiarano performance buone o eccellenti con una frequenza doppia rispetto ai colleghi meno preparati ad affrontare i cambiamenti. È quanto emerge dal Global People Resilience Study 2026, lo studio che analizza il rapporto tra capacità di adattamento, risultati professionali e benessere dei dipendenti.
La resilienza diventa una risorsa per il lavoro
L’incertezza economica, i cambiamenti demografici e l’evoluzione tecnologica stanno trasformando il mondo del lavoro. In questo scenario, la capacità di affrontare situazioni impreviste assume un’importanza crescente. La ricerca Zurich evidenzia una correlazione tra resilienza personale e performance professionali. I lavoratori che affrontano meglio le difficoltà mostrano infatti risultati più positivi e un maggiore coinvolgimento nelle attività aziendali. La resilienza emerge quindi come un elemento da considerare accanto alle competenze tecniche e all’esperienza.
Il Personal Resilience Index di Zurich
Per misurare questa capacità, Zurich ha sviluppato con Oxford Research & Development Partners il Personal Resilience Index, uno strumento che analizza cinque dimensioni della vita: psicologica, fisica, sociale, finanziaria e digitale. L’indice considera inoltre convinzioni, capacità e comportamenti che influenzano la risposta delle persone ai cambiamenti. Il modello distingue la resilienza dai fattori che contribuiscono a svilupparla. In questo modo, le organizzazioni possono individuare gli ambiti nei quali intervenire per sostenere i dipendenti e rafforzare la preparazione della forza lavoro.
I dipendenti resilienti promuovono la propria azienda
La ricerca individua anche un rapporto tra resilienza e coinvolgimento professionale. I dipendenti con livelli più elevati di resilienza hanno una probabilità oltre quattro volte maggiore di raccomandare il proprio datore di lavoro. Inoltre, il loro Employee Net Promoter Score supera di 75 punti quello dei colleghi con minore resilienza. Il dato suggerisce che la capacità di affrontare le difficoltà possa accompagnarsi a un rapporto più positivo con l’organizzazione. Non riguarda quindi soltanto la produttività individuale, ma anche il legame tra lavoratori e imprese.
La sicurezza finanziaria resta una delle principali criticità
Tra le cinque dimensioni analizzate, quella finanziaria registra i risultati più deboli a livello globale. Anche nei Paesi economicamente più sviluppati, molti lavoratori faticano a proteggersi dagli imprevisti. Secondo lo studio, soltanto il 51% degli intervistati ritiene di poter affrontare con sicurezza alcuni mesi senza reddito. Inoltre, appena il 61% considera adeguata la propria copertura assicurativa. Una malattia, una perdita improvvisa di reddito o la necessità di assistere un familiare possono compromettere la stabilità economica. Queste difficoltà rischiano di influire anche sulla concentrazione, sulla fiducia e sulla continuità lavorativa.
Intelligenza artificiale e nuove competenze digitali
La trasformazione tecnologica rappresenta un altro elemento centrale dell’indagine. I lavoratori che utilizzano regolarmente l’intelligenza artificiale generativa registrano livelli di resilienza più elevati. Il risultato suggerisce un legame tra familiarità con gli strumenti digitali e capacità di adattarsi alle trasformazioni professionali. Tuttavia, lo studio evidenzia una correlazione e non dimostra che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale produca direttamente una maggiore resilienza. Per le imprese, investire nelle competenze digitali può comunque rappresentare un’opportunità per accompagnare i dipendenti nei processi di cambiamento.
Il ruolo del sonno e del recupero psicofisico
La resilienza non dipende soltanto dalle risorse economiche o dalle competenze professionali. Lo studio Zurich individua anche una relazione tra qualità del sonno e capacità di affrontare le difficoltà. Chi dorme meglio registra livelli di resilienza più elevati nei diversi ambiti della vita. Il recupero psicofisico assume quindi un ruolo importante nella preparazione alle sfide quotidiane. Un aspetto che invita a considerare il benessere delle persone come parte integrante delle strategie aziendali.
Le aziende possono investire nella resilienza
«L’IA e altri fattori stanno accelerando i cambiamenti nel modo in cui lavoriamo, rendendo la resilienza personale un indicatore sempre più importante della performance lavorativa», ha dichiarato Alison Martin, CEO Life, Health and Bank Distribution di Zurich Insurance Group. Secondo Martin, le aziende hanno l’opportunità di rafforzare la fiducia, la sicurezza finanziaria e la capacità dei dipendenti di affrontare le trasformazioni. Le organizzazioni con personale preparato possono trovarsi in una posizione migliore per gestire le sfide future e cogliere nuove opportunità.
Dalla resilienza individuale alla crescita delle imprese
Anche Jan-Emmanuel De Neve, direttore del Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford, richiama l’attenzione sulla capacità di adattamento. «La resilienza rappresenta un indicatore prospettico di quanto le persone siano preparate ad affrontare l’incertezza futura», ha spiegato. Il concetto introduce una distinzione importante: il benessere descrive come una persona vive il presente, mentre la resilienza aiuta a comprendere come potrebbe affrontare le difficoltà future. Per le imprese, questa prospettiva può offrire indicazioni utili sulla continuità operativa e sulla preparazione dei lavoratori.
Una ricerca internazionale su oltre 11mila lavoratori
Il Global People Resilience Study 2026 ha coinvolto 11.175 adulti tra i 18 e i 69 anni, con un’età media di 38 anni. Il campione comprende il 49% di donne e il 51% di uomini, distribuiti in 16 mercati internazionali. Tra questi figurano Italia, Germania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Il Personal Resilience Index si basa su oltre 130 pubblicazioni accademiche e nasce dalla collaborazione tra Zurich, Oxford Research & Development Partners e il professor Jan-Emmanuel De Neve. La ricerca offre così una nuova prospettiva sul rapporto tra benessere, capacità di adattamento e risultati professionali.
“L’immagine di copertina è stata realizzata con il supporto dell’IA”