Anche le imprese reagiscono agli attentati dell’Isis

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La risposta delle aziende agli attacchi terroristici a Parigi

A cura di Americo Bazzoffia, libero docente universitario e consulente in comunicazione strategica integrata

Un terrore senza precedenti a Parigi, decine di morti in una sala concerti e altre decine nelle strade tra esplosioni, kamikaze, sparatorie e una drammatica presa d’ostaggi in sei diversi attacchi nel cuore della capitale francese. Il bilancio è molto grave: oltre 130 morti e decine e decine di feriti. Una strage firmata dall’Isis, che ha rivendicato gli attacchi parlando di “11 settembre francese”. Per tutta risposta il presidente Francois Hollande ha dichiarato lo stato d’emergenza, chiuso le frontiere e annullato il suo viaggio in Turchia per il G20 e autorizzato un’incursione aerea dei caccia francesi per bombardare la Siria. 

Terrore e paura, sangue e morti all’XI e al XII Arrondissement di Parigi, a pochi metri dalla redazione di Charlie Hebdo, insanguinata dagli attentati del 7 gennaio. Una carneficina con decine di morti anche nella sala da concerti Bataclan – dove c’era il tutto esaurito per un concerto rock del gruppo americano “Eagles of death metal”. Intanto, a Saint-Denis, allo Stade de France, tre esplosioni scuotevano i 50.000 presenti all’amichevole Francia-Germania. Giocatori e spettatori sono rimasti a lungo prigionieri nello stadio, mentre fuori era il caos. Il bilancio anche qui certifica una decina di morti in esplosioni di polvere da sparo mista a chiodi e bulloni in una brasserie e in altri due siti adiacenti allo stadio. Un’altra sparatoria è avvenuta a rue de Charonne, altri colpi di arma da fuoco a boulevard Beaumarchais e a Faidherbe, tutti e tre luoghi a pochi metri da Place de la Bastille.
Azioni terribili e assurde.
Un massacro che ha scosso profondamente l’animo di tutti. Difficile rimanere insensibili di fronte a una simile tragedia, di fronte a tanto dolore, di fronte a tanto odio scaricato su persone inermi che stavano ascoltando un concerto o prendendo un aperitivo in un Caffè.

Anche alti dirigenti d’impresa, amministratori delegati, imprenditori e fondatori di aziende hanno sentito il desiderio di esprimere sostegno al popolo francese e alle famiglie delle vittime. Sono scaturite migliaia di manifestazioni d’affetto, di solidarietà, di compartecipazione.
Aziende di tutti i generi, appartenenti ai più svariati settori: dalle automobili all’abbigliamento di moda, dalle telecomunicazioni all’editoria, dal design alla moda, dalle grandi catene di distribuzione al settore alimentare hanno cercato un modo per esprimere la loro vicinanza.
Aziende multinazionali o nazionali, francesi o di altri Paesi, con sobrietà ed eleganza, sussurrando hanno suggerito pacatamente un ricordo, una riflessione o un commosso cordoglio.
Utilizzando i mezzi di comunicazione tradizionali e soprattutto i propri canali ufficiali sui social networks molti brands italiani, francesi ed internazionali hanno così voluto dedicare un segno per non lasciar passare nel fagocitante brusio della réclame quanto accaduto.

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Le modalità con cui le imprese hanno voluto esprimere la propria solidarietà sono le più disparate. Stefano Gabbana della Dolce & Gabbana ha postato su Instagram l’immagine della tour Eiffel inserita nel simbolo della pace, ma anche un disegno che chiede “Peace for Beirut” mentre Castelbajac ha dedicato alle vittime degli attentati un disegno della bandiera francese che cela due giovani volti.
Facebook ha dato la possibilità di impostare il filtro della bandiera francese alla propria foto profilo in segno di partecipazione con lo slogan “We Stand Toghether: #JeSuisParis”. Strumento utilizzato non solo da milioni di utenti facebook ma anche da aziende come Volkswagen. Renault, invece, ha sobriamente fasciato a lutto il suo logo, mentre Google ha inserito un fiocco nero in homepage in memoria delle vittime di Parigi.
“Solidarité” è la parola scelta da Amazon che campeggia sulla sua homepage il giorno dopo la strage insieme ad una bandiera della nazione colpita.
Non solo il web con questi brands e YouTube ma perfino gli smartphone si tingono di blu, bianco e rosso, infatti Twitter modifica lo sfondo del suo logo inserendoci la bandiera della Francia.
Addirittura lo Sferisterio, monumento simbolo di Macerata, è stato illuminato con i colori della bandiera francese grazie alla collaborazione con l’azienda I Guzzini.
Disneyland Paris invece, commossa, si associa in un comunicato ufficiale al lutto delle persone colpite dai terribili attacchi. Messaggi simili di solidarietà e di cordoglio sono stati postati dalla Ralph Lauren.
Ikea, infine, accende una candela nella sua pagina ufficiale su Facebook in memoria delle vittime mentre EuroSport realizza e pubblica un video di un minuto di assoluto silenzio.
Si è così levato dal mondo dell’imprenditoria un corale “JeSuisParis”.

C’è da rilevare che certamente è la prima volta che in modo così imponente migliaia di aziende hanno utilizzato i propri canali social per trasmettere ai propri consumatori e al mondo un messaggio politico e di solidarietà.